Buon compleanno Terence Hill! 81 anni ♥

Buon compleanno Terence Hill per i tuoi 81 anni, l’attore ha fatto la storia del cinema e della televisione italiana

terence hill- buon compleanno- 81 anni

L’origine del nome

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Mario Girotti all’anagrafe, Terence Hill per tutti: il 29 marzo l’attore dagli occhi di ghiaccio più popolare del cinema e della televisione italiana spegnerà 80 candeline, una vita quasi interamente passata sul set tra spaghetti western, film in coppia con l’amico di una vita Bud Spencer e fiction in abito talare («Don Matteo»). Si può ben dire che il suo nome d’arte gli abbia portato fortuna: lo scelse tra altre venti proposte nel 1967, in vista della realizzazione di «Dio perdona, io no». Perché proprio Terence Hill? Il motivo lo ha spiegato lui stesso: oltre a suonare bene aveva le stesse iniziali di sua madre, Hildegard Thieme.

Chi lo ha scoperto

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Nato nel 1939 Terence Hill è stato scoperto negli anni Cinquanta dal regista Dino Risi, che in quel periodo stava preparando il film «Vacanze col gangster» (1951): il suo assistente faceva parte della stessa squadra di nuoto del giovane Mario, e gli suggerì di partecipare al casting.

Gli studi

Da ragazzo ha continuato ad interpretare piccoli ruoli per pagarsi gli studi: ha frequentato il liceo classico e, in seguito, si è iscritto alla facoltà di lettere e filosofia all‘Università di Roma. Non ha mai conseguito la laurea: dopo aver partecipato al film «Il Gattopardo» (1962) ha deciso di intraprendere definitivamente la carriera di attore.

La passione per il calcio

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Tra le passioni dell’attore c’è anche il calcio: la sua squadra del cuore è la Roma.

Il primo (quasi) incontro con Bud Spencer

Prima di girare insieme «Dio perdona, io no» nel 1967 (il primo di 18 film insieme) le strade di Terence Hill e Bud Spencer, fino ad allora Carlo Pedersoli, non si erano mai incrociate. Si erano solo sfiorate in diverse occasioni: nel 1959 avevano recitato entrambi nel film «Annibale» – però non erano mai nella stessa scena – e, molti anni prima, si erano incontrati anche nella stessa piscina perché Bud nuotava nella squadra di Terence.

La cittadinanza onoraria di Gubbio

Anche se negli ultimi anni la produzione di «Don Matteo» si è spostata a Spoleto nel 2014 a Terence Hill è stata conferita la cittadinanza onoraria di Gubbio, la cittadina umbra che ha ospitato ben otto stagioni della fiction, «per aver contribuito a dare prestigio, attraverso la straordinaria interpretazione di Don Matteo, al patrimonio architettonico, storico, culturale, sociale della città; per aver stretto in forma pubblica e privata legami speciali con la comunità eugubina, in tante cerimonie e momenti significativi; per essere di esempio di coerenza e impegno morale e civile, riferimento per le generazioni attuali con le proposte della sua carriera cinematografica e televisiva».

Doveva interpretare Rambo

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«Fu una scelta sofferta – aveva spiegato qualche anno fa in un’intervista a Vero – ma stavo facendo i film con Bud Spencer. Ero a Los Angeles, avevo un grandissimo produttore nonché uno degli agenti più prestigiosi: mi dicevano che se non avessi accettato la mia carriera sarebbe finita. lo, alle cinque di mattina, sono montato in auto con mia moglie e i miei due figli piccoli e sono sparito senza dire nulla a nessuno». Il ruolo in questione rifiutato dall’attore nei primi anni Ottanta è quello di John Rambo, andato poi a Sylvester Stallone.

Sostituzioni fortunate

Terence Hill deve la sua popolarità a due ruoli in particolare da lui interpretati: Cat ‘Doc’ Stevens («Dio perdona… io no!») e Trinità («Lo chiamavano Trinità…»). Ma, in tutti e due i casi, i registi originariamente avevano pensato ad altri attori: Peter Martell, che si infortunò prima di iniziare le riprese di «Dio perdona… io no!», e Franco Nero, che non potè essere Trinità perché impegnato sul set di «Camelot» (1967).

L’esperienza come regista

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«Don Camillo» (1983) ha segnato l’esordio dietro la macchina da presa di Terence Hill, e ci sono voluti quasi 10 anni prima di ripetere l’esperienza con «Lucky Luke», sia film (1991) che serie tv (1992). Nel 1994 ha diretto se stesso e Bud Spencer nel comico-western «Botte di Natale», per poi tornare alla regia solo nel 2009 («Doc West») e nel 2018 («Il mio nome è Thomas»).

Don Matteo

La fiction di successo «Don Matteo», che va in onda da 11 stagioni (la prima puntata fu trasmessa nel 2000), ha avuto una genesi molto curiosa. Alla fine degli anni Novanta sia la Rai che Mediaset stavano pensando ad una serie con protagonista un prete investigatore simile al famoso Padre Brown, e Hill ebbe in origine dei contatti con Mediaset. Poi il progetto saltò e Terence accettò la proposta della Rai – che fino a quel momento aveva pensato di proporre il ruolo a Lino Banfi o Giancarlo Magalli –

Per anni è sempre stato doppiato

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Il pubblico che lo ha sempre seguito ha potuto ascoltare la sua vera voce solo da «Don Matteo» in poi: dagli inizi della sua carriera a «Potenza virtuale» (1997) Terence Hill è infatti sempre stato doppiato nell’edizione italiana dei suoi film (da grandi doppiatori come Massimo Turci, Sergio Graziani, Pino Locchi e Michele Gammino).

Vita familiare

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È sposato dal 1967 con Lori Zwicklbauer, donna statunitense di origini tedesche conosciuta sul set di «Dio perdona…io no!», con cui oggi vive in Italia dopo aver vissuto negli Stati Uniti per più di 30 anni. La coppia ha avuto un figlio, Jess (1969) e ne ha adottato un altro, Ross (1973). Quando quest’ultimo – con cui recitò in «Don Camillo» e «Renegade – Un osso troppo duro» – morì tragicamente a soli 16 anni a causa di un incidente stradale in Massachusetts, Hill andò incontro ad una profonda depressione.

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