10 curiosità su Walt Disney

Walt Disney, all’anagrafe Walter Elias Disney, è uno dei principali cineasti del XX secolo, riconosciuto come uno dei padri dei film d’animazione.

Walt Disney

Ma cosa sappiamo davvero di questo grandissimo disegnatore, imprenditore e produttore, che ha dato vita con la sua matita e con la sua visione illuminata ad alcuni dei personaggi che hanno popolato le infanzie (e non solo) di tutti, e ha creato un vero e proprio marchio dell’intrattenimento e un impero a misura di bambino? Ecco 10 curiosità!


Walt Disney

1.Rischiare per le cose in cui credeva divenne il suo marchio di fabbrica. Per procurarsi il denaro necessario a realizzare Steamboat Willie, Walt dovette vendere la sua auto; per Biancaneve e i Sette Nani, ipotecò la casa. In entrambi i casi gli andò più che bene.


Walt Disney

2.Disneyland, California, fu inaugurata nel 1955. Ansioso di essere sul posto il più possibile, si fece costruire un appartamento in loco; quando era nella residenza, una lampada accesa alla finestra segnalava la sua presenza allo staff. Oggi quella lampada rimane sempre accesa, in suo onore.


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3.Nel 1923 Walt raggiunse Roy a Los Angeles per provare a intraprendere una carriera nel mondo dell’animazione. All’epoca Roy vendeva aspirapolvere porta a porta per sbarcare il lunario e incoraggiò il fratello a fare altrettanto. Il giovane Walt stava considerando la proposta, ma prima di venir risucchiato dal sistema, una compagnia di New York lo ingaggiò per girare cortometraggi.


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4.Nel corso degli anni, si sono susseguite tantissime canzoni di successo nei film della casa di produzione, ma la sua preferita era “Feed the birds”, la canzone della signora dei piccioni in Mary Poppins – l’intramontabile classico del 1964 di cui è in cantiere il remake. Stando a quanto rivelato dal compositore Richard Sherman, Disney spesso si fermava nell’ufficio dei fratelli Sherman, di venerdì pomeriggio, e chiedeva loro di eseguire solo per lui quel brano. «Amava quella canzone e sapeva che era il cuore pulsante dell’intero film», ha dichiarato Sherman.


Walt Disney

5.Tutt’oggi, Walt Disney detiene tutt’oggi il record di nomination individuali all’Oscar, ben 59, e il numero di Oscar vinti, 22, a cui ne vanno aggiunti altri 4 alla carriera. In occasione di quello vinto – appunto alla carriera, giustificato dalla significativa e pionieristica innovazione sullo schermo che aveva fascinato milioni di persone – per Biancaneve e i sette nani, gli fu consegnata una statuetta di dimensioni normali, e altre sette statuette in miniatura.


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6.Sebbene siano molte le persone che giocano a golf per rilassarsi, Disney non era una di queste. Dopo aver abbandonato il polo dietro consiglio del suo medico, tentò col golf, alzandosi alle 4:30 del mattino per giocare nove buche prima di andare a lavoro. Ma trovò il gioco così frustrante da abbandonarlo per un altro sport: le bocce.


7.Disney aveva il pallino dei treni, tanto da esporne un elaborato esemplare nel suo ufficio che si divertiva a far correre per i suoi ospiti. Nel 1948 costruì un modello in scala 1 a 8 nel suo cortile, con una pista lunga mezzo miglio. Lo definiva la ferrovia di “Carolwood Pacific”.


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8.Poco prima di morire, Disney scrisse “Kurt Russell” su un pezzo di carta. L’appunto fu trovato sulla sua scrivania e, secondo lo storico Dave Smith, fu tra gli ultimi suoi scritti. All’epoca Russel era un attore bambino semi-sconosciuto che lavora per gli studios, ma nessuno ha idea del significato di quell’appunto – nemmeno lo stesso Russell.


9.I dipendenti di Disneyland, sulle targhette, hanno solo il proprio nome di battesimo, perché Walt odiava essere chiamato ‘Mr. Disney’, preferendo appunto un semplice ‘Walt’. P.S.: come abbiamo visto nella gallery ‘Disneyland, 20 bizzarre regole che i dipendenti devono rispettare’, se due di loro hanno lo stesso nome, a uno dei due ne viene assegnato uno d’ufficio.


10.Aveva appena 16 anni quando, intenzionato a fare la sua parte nella Prima guerra mondiale, lasciò la scuola per unirsi al Corpo della Croce Rossa. Ma poiché non aveva l’età minima richiesta (17 anni), falsificò la sua data di nascita. Nonostante lo sforzo profuso, però, non vide molta azione: fu mandato in Francia sul finire del 1918 poco dopo la firma dell’armistizio che segnò la fine delle ostilità. Malgrado ciò, prestò aiuto dove poté, ad esempio scortando gli ufficiali della Croce Rossa, prima di venire dispensato dall’incarico nel 1919.